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Associazioni - Articolo del 07/07/04 letto 4832 volte
Ecco la legge per l'economia digitale

I deputati francesi hanno approvato definitivamente il progetto di legge «per accrescere la fiducia nell'economia digitale», redatto da una commissione mista paritetica Camera-Senato. Il Senato dovrebbe approvare, a sua volta, il testo entro la fine di maggio. Il disegno di legge modernizza le norme sul commercio elettronico e inasprisce le sanzioni contro la cybercriminalità.



La legge, inoltre, rafforza la protezione dei cyberclienti e precisa le responsabilità dei provider. Si traduce così a livello legislativo la prima tappa del piano RESO 2007, presentato dal primo ministro Jean-Pierre Raffarin per favorire lo sviluppo «della società dell'informazione». Il progetto di legge mira ad accrescere «la fiducia nel commercio elettronico e la lotta contro lo Spam», a consolidare «la libertà della comunicazione pubblica online» in Francia, e «a proteggere meglio gli scambi e creare sempre nuovi mezzi di lotta contro la cybercriminalità».
«Questo testo è ampio ed equilibrato. È un testo fondatore come la legge del 29 luglio 1881 sulla stampa e, come quella, sarà certamente modificato in futuro», ha dichiarato Patrick Devedjian, ministro all'Industria.
L'opposizione, sostenuta da molte associazioni fra cui la Lega per i diritti dell'uomo e Reporters sans Frontières, ritiene «liberticide» molte delle disposizioni contenute nel disegno di legge e denuncia, in particolare, un emendamento, introdotto dal senatore René Trégouët, che esclude, dal campo d'applicazione della legge del 1881 sulla libertà di stampa, le pubblicazioni su Internet.
L'emendamento del senatore prevede, in particolare, che quanti ritengono di essere stati diffamati o ingiuriati da un testo pubblicato direttamente online e che non è stato pubblicato prima su carta, possono agire in giudizio entro il termine di tre mesi dalla data della rimozione dell'articolo in questione, anziché dalla data di pubblicazione.
Anche il Sindacato della Stampa Parigina e il Gruppo degli Editori di Servizi Online chiedono la cancellazione dell?articolo, perché «creerebbe un'insicurezza giuridica permanente tale da nuocere seriamente all'esercizio della libertà editoriale».
L'opposizione denuncia anche altri articoli presenti nel testo di legge, come quello che riguarda gli obblighi, ritenuti troppo onerosi, imposti ai provider. Gli ISP avranno l'obbligo di contribuire alla lotta contro la diffusione di materiale ?indecente? in Rete, in particolare in materia di pedofilia, d'incitamento all?odio razziale e di crimini contro l'umanità. Avranno anche l'obbligo di informare «subito» le autorità di ogni attività illecita di cui siano venuti a conoscenza, rendendo pubblici tutti i mezzi che dedicano alla lotta contro questa attività.

a cura dell?Avv. Annarita Gili [ smau.it ]



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